Mag
01
2009
Sarà l'effetto serra il nostro carcere speciale?
Ultimo aggiornamento 02 Maggio 2009 Scritto da Administrator

L’effetto serra è un fenomeno cruciale per la nostra vita. Se non ci fosse, la temperatura al suolo sarebbe di -18°. Per fortuna che l’andride carbonica, il vapore acqueo, i gas serra insomma, assorbono le radiazioni infrarosse riflesse dalla supercifie della Terra e ce le rispediscono indietro. Una specie di climatizzatore di serie, che da 650.000 anni mantiene il livello di Co2 di anidride carbonica su un valore ragionevole.
Alzi la mano chi a scuole non si è mai dovuto sorbire la storia della fotosintesi clorofilliana!
Tutti sappiamo che la Co2 è sempre stata tenuta a bada dalle piante, che le immagazzinano restituendoci ossigeno. Poi le piante muoiono, poverine, sedimentano, si stratificano e dopo qualche milione di anni abbiamo un nuovo giacimento fossile: in pratica è così che il mondo mette la roba vecchia in cantina. Ma noi siamo abilissimi a ripulire le cantine! 150 anni, tanto ci è bastato: il tempo di una piccolissima rivoluzione industriale, roba da niente, per estrarre buona parte dei combustibili fossili, bruciarli e reinserirli nell’atmosfera in un colpo solo. Complimenti, complice la deforestazione selvaggia meno della metà dell’anidride carbonica attualmente prodotta viene riassorbita. Anche se smettessimo oggi l’atmosfera ne avrebbe per almeno altri 200 anni. Abbiamo il 35% di anidride carbonica in più. Se questo trand non rallenta entro il 2050 avremmo soltanto perso… il 98% delle barriere coralline.
Niente più Snorky insomma, e questo non possiamo permettercelo :-)
Alzi la mano chi a scuole non si è mai dovuto sorbire la storia della fotosintesi clorofilliana!
Tutti sappiamo che la Co2 è sempre stata tenuta a bada dalle piante, che le immagazzinano restituendoci ossigeno. Poi le piante muoiono, poverine, sedimentano, si stratificano e dopo qualche milione di anni abbiamo un nuovo giacimento fossile: in pratica è così che il mondo mette la roba vecchia in cantina. Ma noi siamo abilissimi a ripulire le cantine! 150 anni, tanto ci è bastato: il tempo di una piccolissima rivoluzione industriale, roba da niente, per estrarre buona parte dei combustibili fossili, bruciarli e reinserirli nell’atmosfera in un colpo solo. Complimenti, complice la deforestazione selvaggia meno della metà dell’anidride carbonica attualmente prodotta viene riassorbita. Anche se smettessimo oggi l’atmosfera ne avrebbe per almeno altri 200 anni. Abbiamo il 35% di anidride carbonica in più. Se questo trand non rallenta entro il 2050 avremmo soltanto perso… il 98% delle barriere coralline.
Niente più Snorky insomma, e questo non possiamo permettercelo :-)Andando avanti così ci giocheremo la metà della fauna marina.
Insomma, il livello di Co2 deve stabilizzarsi (non aumentare più) entro il 2015, e dimezzarsi entro il 2050, altrimenti a pagarla non sarebbero soltanto i pesci, ma anche noi. Il livello dei mari potrebbe salire tanto da sommergere la Versilia e la Pianura padano-veneta: insomma, la Lega non ce l’avrebbe più tanto duro.
Una bolgia dantesca al confronto sembrerebbe una gita scolastica.
Ma che ce ne faremo poi di tanto combustibile? Il primo responsabile è il settore energetico. La produzione di energia elettrica a partire dalla combustione di riserve fossili, è la principale produttrice di Co2, alcuni comparti industriali, la produzione di cemento, a noi tanto cara. Poi ci sono il riscaldamento e l’illuminazione. Allora giù con il petrolio, giù con il metano. Il livello di crescita della domanda energetica è spaventoso: negli ultimi anni i consumi si sono quasi triplicati. Circa il 20% della popolazione terrestre consuma oltre il 70% dell’energia richiesta. Anche se il petrolio è la fonte energetica che va per la maggiore, il consumo di gas naturali negli ultimi anni è in forte ascesa. Non è che non faccia danni: ne fa un po’ meno, e rende meglio. Il combustibile che emette maggiori quantità di Co2 è il carbone, seguito dall’olio combustibile e il gas naturale, che emette ben il 45% di Co2 rispetto al carbone.
E in Italia, come ce la caviamo? Siamo piccoli, ma ci diamo da fare. L’emissioni nazionali di gas clima-alteranti costituiscono il 2% delle emissioni globali, e il 14% di quelli dell’intera Unione Europea. In soli 14 anni abbiamo aumentato del 40% le emissioni di anidride carbonica, di metano e di protossido di azoto. Colpa del sistema energetico italiano, che va ancora “a manovella”! Il 73% della energia elettrica prodotta in Italia proviene dalle centrali termoelettriche, che bruciano proprio petrolio gas e carbone. Siamo tra i maggiori importatori mondiali di gas naturale, che proviene soprattutto dalla Russia. Per non parlare del nostro sistema di trasporti che manco a dirlo è tra i peggiori d’Europa: 54 auto ogni 100 abitanti, traffico congestionato, autobus che hanno una vita media di 11 anni contro i 7 della media europea. Il trand nazionale di crescita delle energie pulite resta inferiore a quello degli altri paesi come Spagna e Germania.
Siamo SOTTO, ragazzi!
A causa dell’attuale mix energetico italiano la corrente elettrica qui costa il 40% in più del resto d’Europa. Insomma, diamoci da fare: il mondo si aspetta qualcosa in più da noi. Cominciamo a dare l'esempio dalla nostra provincia di Pordenone! Diventiamo esemplari nel risparmio energetico, nell'utilizzo delle energie rinnovabili, nel punire chi non rispetta le norme ambientali. Basta volerlo: io ci sto, e voi?
Insomma, il livello di Co2 deve stabilizzarsi (non aumentare più) entro il 2015, e dimezzarsi entro il 2050, altrimenti a pagarla non sarebbero soltanto i pesci, ma anche noi. Il livello dei mari potrebbe salire tanto da sommergere la Versilia e la Pianura padano-veneta: insomma, la Lega non ce l’avrebbe più tanto duro.
Una bolgia dantesca al confronto sembrerebbe una gita scolastica.
Ma che ce ne faremo poi di tanto combustibile? Il primo responsabile è il settore energetico. La produzione di energia elettrica a partire dalla combustione di riserve fossili, è la principale produttrice di Co2, alcuni comparti industriali, la produzione di cemento, a noi tanto cara. Poi ci sono il riscaldamento e l’illuminazione. Allora giù con il petrolio, giù con il metano. Il livello di crescita della domanda energetica è spaventoso: negli ultimi anni i consumi si sono quasi triplicati. Circa il 20% della popolazione terrestre consuma oltre il 70% dell’energia richiesta. Anche se il petrolio è la fonte energetica che va per la maggiore, il consumo di gas naturali negli ultimi anni è in forte ascesa. Non è che non faccia danni: ne fa un po’ meno, e rende meglio. Il combustibile che emette maggiori quantità di Co2 è il carbone, seguito dall’olio combustibile e il gas naturale, che emette ben il 45% di Co2 rispetto al carbone.
E in Italia, come ce la caviamo? Siamo piccoli, ma ci diamo da fare. L’emissioni nazionali di gas clima-alteranti costituiscono il 2% delle emissioni globali, e il 14% di quelli dell’intera Unione Europea. In soli 14 anni abbiamo aumentato del 40% le emissioni di anidride carbonica, di metano e di protossido di azoto. Colpa del sistema energetico italiano, che va ancora “a manovella”! Il 73% della energia elettrica prodotta in Italia proviene dalle centrali termoelettriche, che bruciano proprio petrolio gas e carbone. Siamo tra i maggiori importatori mondiali di gas naturale, che proviene soprattutto dalla Russia. Per non parlare del nostro sistema di trasporti che manco a dirlo è tra i peggiori d’Europa: 54 auto ogni 100 abitanti, traffico congestionato, autobus che hanno una vita media di 11 anni contro i 7 della media europea. Il trand nazionale di crescita delle energie pulite resta inferiore a quello degli altri paesi come Spagna e Germania.Siamo SOTTO, ragazzi!
A causa dell’attuale mix energetico italiano la corrente elettrica qui costa il 40% in più del resto d’Europa. Insomma, diamoci da fare: il mondo si aspetta qualcosa in più da noi. Cominciamo a dare l'esempio dalla nostra provincia di Pordenone! Diventiamo esemplari nel risparmio energetico, nell'utilizzo delle energie rinnovabili, nel punire chi non rispetta le norme ambientali. Basta volerlo: io ci sto, e voi?
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